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La sensazione di vivere sempre la stessa storia

10 giu
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 23 ott

Può succedere di accorgersi che alcune situazioni sembrano ripetersi. Cambiano le persone, i contesti, eppure alcune esperienze continuano ad assomigliarsi.

C'è chi si ritrova spesso a sentirsi poco considerato nelle relazioni, chi incontra persone emotivamente distanti, chi ha la sensazione di dare molto e ricevere poco. Altre volte ritornano conflitti simili, delusioni o la difficoltà a sentirsi davvero compresi. C'è anche chi, quando una relazione diventa più coinvolgente, finisce per annoiarsi, allontanarsi o scappare.


Quando queste esperienze si ripresentano nel tempo, può emergere una domanda: perché mi ritrovo così spesso nelle stesse situazioni?


Quando qualcosa non riesce a trovare stabilità


Non sempre le difficoltà nelle relazioni si accompagnano a un senso generale di insoddisfazione o di smarrimento esistenziali.

Si può sentire di stare crescendo e trovare soddisfazione nel lavoro e nelle scelte personali, eppure ritrovarsi in rapporti che sembrano non riuscire mai a consolidarsi.

Legami intensi ma precari, relazioni che restano in sospeso o che sembrano interrompersi proprio quando potrebbero diventare più profonde e stabili.


Si può così avere l'impressione di procedere nella propria vita, senza però riuscire a trovare nelle relazioni la stessa continuità.


Tra il desiderio di libertà e la paura di legarsi


A volte, la difficoltà nel costruire una relazione stabile può essere interpretata come un bisogno di libertà e indipendenza. Si può arrivare a pensare che un legame duraturo limiti le possibilità, sottragga spazio alla propria individualità o costringa a rinunciare a qualcosa di importante.


Non sempre però la distanza serve solo a proteggere la libertà: molte volte permette soprattutto di evitare l'esposizione che comporta una relazione autentica, con il rischio di essere rifiutati, delusi o di dipendere emotivamente dall'altro.

In questi casi, ciò che viene vissuto come il desiderio di restare liberi può nascondere una difficoltà a tollerare la vulnerabilità che ogni legame porta con sé.


Lasciarsi coinvolgere significa anche rinunciare, almeno in parte, al controllo su ciò che accade e accettare che l'altro possa diventare importante e influente, per noi. È proprio questa possibilità, questo accesso alla sensibilità, che può rendere difficile il passaggio alla costruzione di un legame.


Quando l'amore non può diventare una relazione


Nel libro L'eterno fanciullo, la psicologa analista Marie-Louise von Franz approfondisce una particolare difficoltà a confrontarsi con la continuità e i limiti della vita adulta, che può manifestarsi anche nelle relazioni amorose.

Ci aiuta a comprendere come il desiderio di un amore intenso possa accompagnarsi alla scelta di partner irraggiungibili o di legami destinati a rimanere incompiuti, come la ricerca amorosa sospinta da impulsi puerili possa portare a rapporti focosi quanto fugaci, salvifici quanto opprimenti.

In questo modo, l'amore può essere vissuto nella sua intensità senza arrivare a misurarsi pienamente con la quotidianità, la dipendenza reciproca e la vulnerabilità, anche molto faticosa, che una relazione stabile comporta.

Talvolta, infatti, restare in una condizione di precarietà può sembrare meno doloroso che fermarsi davvero accanto a qualcuno, accettando il rischio di averne bisogno e di potere soffrire, di affezionarsi profondamente e di venir feriti.


Riconoscere queste dinamiche può essere un primo passo per interrogarsi sul proprio modo di vivere i legami. Un percorso psicoterapeutico può offrire uno spazio in cui esplorare ciò che si ripete nelle relazioni e comprendere quali timori e desideri si nascondano dietro la difficoltà a costruire un legame più stabile.

 
 

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