Quando il futuro non riesce a prendere forma
Aggiornamento: 23 ott
Ci sono momenti della vita in cui è difficile capire quale sia la direzione verso cui stiamo andando. Si può studiare, lavorare, costruire relazioni, eppure sentire che qualcosa non trova il proprio posto. Altre volte, invece, è proprio difficile trovare l'energia per muoversi, come se nessuna possibilità riuscisse davvero a coinvolgerci.
Il futuro può apparire incerto, distante, difficile da immaginare, mentre le possibilità sembrano esserci, benchè nessuna paia corrispondere fino in fondo a ciò che sentiamo, lasciandoci insoddisfatti.
Scegliere non significa sapere
Scegliere qualcosa non significa necessariamente sapere se è ciò che vogliamo davvero. A volte ci si orienta verso una strada perché sembra ragionevole, perché offre opportunità, perché è quella che si riesce a immaginare in quel momento. Si comincia, si prova e in qualche modo si va avanti. Eppure può rimanere una distanza tra ciò che facciamo e ciò che sentiamo, come se le nostre scelte non riuscissero ancora a dirci qualcosa di noi.
Questo non significa che occorra aspettare di avere le idee chiare prima di muoversi. Anche fare un'esperienza, prendere una decisione o provare una strada può aiutarci a capire meglio che cosa ci corrisponde e che cosa, invece, ci lascia estranei. Non sempre lo sappiamo in anticipo: a volte è proprio attraversando le possibilità che cominciamo a comprenderci meglio.
Tra ciò che ci orienta e ciò che ci limita
Il modo in cui impariamo a conoscerci non nasce nel vuoto. Fin dall'inizio, lo sguardo di chi ci cresce, le aspettative della famiglia, l'educazione ricevuta e i modelli proposti dalla società contribuiscono a dare forma a ciò che pensiamo di essere e a ciò che immaginiamo di poter diventare. Sono riferimenti necessari: ci aiutano a orientarci, a trovare un posto nel mondo che ci circonda.
Eppure, gli stessi riferimenti possono diventare limitanti. Può accadere di inseguire un obiettivo perché è considerato giusto, di escludere una strada perché non corrisponde a ciò che ci si aspetta da noi, o di misurare il nostro valore attraverso criteri che abbiamo imparato ad assumere come indiscutibili. Non è sempre facile distinguere ciò che sentiamo davvero da ciò che abbiamo imparato a desiderare, approvare o rifiutare.
Crescere significa anche poter rivedere questi riferimenti, riconoscere quali ci appartengono ancora e da quali abbiamo bisogno di prendere una certa distanza. Non per negare la propria storia o sottrarsi a ogni influenza, ma per trovare, dentro ciò che abbiamo ricevuto, uno spazio in cui sviluppare un modo personale di sentire e di orientarsi.
Dare spazio a ciò che cerca di emergere
Nel suo libro Il codice dell'anima, lo psicologo analista e saggista James Hillman propone l'immagine della ghianda per raccontare il rapporto tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. Come una ghianda contiene la possibilità della quercia, così ogni persona, secondo Hillman, porta con sé una disposizione singolare, un nucleo che cerca di trovare espressione nella vita e che rischia di rimanere una possibilità inascoltata, coperta dalle aspettative, dagli ideali che inseguiamo o dalle abitudini con cui impariamo ad adattarci.
Questa ghianda può continuare a cercare spazio. Talvolta affiora nei sogni, nelle fantasie, negli interessi che ritornano, in incontri capaci di sorprenderci o anche in un disagio che non riusciamo a spiegare. Prestare attenzione a questi segnali può aiutarci a riconoscere aspetti di noi che non avevano ancora trovato posto nella nostra vita, non per scoprire una volta per tutte chi siamo, ma per avvicinarci a ciò che ci muove e trovare il coraggio di dargli una forma.
In questo percorso, anche l'incontro con un'altra persona può essere prezioso. Nella psicoterapia, il dialogo offre uno spazio in cui fermarsi ad ascoltare ciò che spesso rimane sullo sfondo, esplorare i propri vissuti e interrogare le direzioni intraprese. Non per ricevere dall'esterno le risposte su chi dovremmo essere, ma per diventare più capaci di riconoscere ciò che ci limita e ciò che, forse, sta cercando di emergere. A volte, trovare la propria strada comincia proprio così: imparando ad ascoltare ciò che dentro di noi chiede di essere vissuto.
